Le chiamano le Autostrade dell’acqua, e in effetti ne hanno tutte le prerogative. Più in dettaglio si tratta di un progetto di ampio respiro della Regione Veneto volto a razionalizzare la risorsa idrica e che coinvolge tutte le otto Autorità d’Ambito istituite in questi anni.
L’opera riguarda un tracciato lungo 33 chilometri che parte dall’interconnessione dell’autostrada A13 con la A4 e si dipana giù verso sud fino al comune di Cavarzere in provincia di Venezia, passando per Saonara e Piove di Sacco, solo per citare i comuni più significativi. E’ prevista la posa in opera di una condotta in ghisa con diametro 1000/1200 il cui tracciato, com’è facilmente presumibile, interseca molti ostacoli fra i quali il più significativo è il fiume Brenta; diverse sono pertanto le tecnologie di posa, che, oltre alla tradizionale, comprendono il microtunnelling e la T.O.C.
Attraverso il progetto “Schema Acquedottistico del Veneto Centrale”, è possibile consentire l’interconnessione degli acquedotti alimentati dalle risorgive pedemontane con quelli della Bassa Padovana, di Chioggia e del Polesine. L’obiettivo è di arrivare ad una maggiore economicità e qualità del servizio dismettendo progressivamente costosi impianti di potabilizzazione.
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